Cistoscopia: cos'è e perchè si fa

cistoscopia con sonda flessibile

La cistoscopia, o uretrocistoscopia, è una procedura diagnostica, effettuata solitamente da un urologo, che permette la visualizzazione della parte interna delle base vie urinarie (uretra, prostata, collo della vescica e vescica). La cistoscopia è indicata per la diagnosi delle malattie delle base vie urinarie e della prostata.

Durante questa procedura un cistoscopio (un sottile strumento a forma di tubo con al suo interno un’ ottica collegata ad una telecamera ed a una fonte luminosa) è inserito nella vescica tramite l’ uretra (il condotto che trasporta l’urina).

E’ un esame importante sia per la patologia maschile che femminile. Nelle donne l’esame è più semplice e meno traumatico per la brevità del condotto uretrale che consente di arrivare in vescica più facilmente e senza superare altri organi come la prostata nell’uomo. L’utilizzo di uno strumento flessibile consente di eseguire l’esame anche nell’uomo senza particolari dolori o fastidi.

La cistoscopia può essere usata per valutare e diagnosticare le seguenti patologie: neoplasie vescicali, presenza di sangue nelle urine, dolore durante la minzione, infiammazioni/infezioni recidivanti, ritenzione urinaria, calcolosi vescicale, incontinenza urinaria

Inoltre l’urologo utilizza la cistoscopia per valutare anomalie del rivestimento dell’apparato urinario quali:

  • Diverticoli (estroflessioni della mucosa)
  • Uretere ectopico (dislocato)
  • Fistola (comunicazione anomala tra la vescica e altri organi)
  • Trabecolazioni (ipertrofia del tessuto muscolare)
  • Tumori
  • Ureterocele (dilatazione dell’estremità inferiore del uretere)

La procedura della cistoscopia

La cistoscopia può essere effettuata in ambulatorio in anestesia locale o in una sala operatoria col paziente sedato, in anestesia regionale o generale. Prima di essere sottoposti
ad una cistoscopia, i pazienti devono comunicare se assumono farmaci anticoagulanti (per esempio aspirina, antinfiammatori o warfarin).

I pazienti devono digiunare a partire da almeno 4 ore prima della procedura se andranno sottoposti ad anestesia regionale o generale. Per l’anestesia locale un comune anestetico (per esempio, lidocaina) viene iniettato nell’ uretra prima della procedura.

Durante la cistoscopia, il cistoscopio, flessibile o rigido, è inserito lentamente nella vescica attraverso l’uretra. Una telecamera può essere collegata al cistoscopio al fine di trasmettere le immagini su un monitor. L’ urologo esamina l’ uretra ed introduce un liquido sterile (per esempio acqua distillata) nella vescica per migliorare la visione. Mentre la vescica si riempie, il paziente può avvertire uno fastidioso stimolo di urinare.

L’urologo può introdurre alcuni strumenti supplementari attraverso il cistoscopio per effettuare procedure quali rimozione di calcoli, biopsie della vescica, resezioni di un tumore e cauterizzazioni (applicazione di una piccola carica elettrica per bloccare una emorragia).

In alcuni casi, l’urologo utilizza un altro strumento denominato ureteroscopio, molto simile al cistoscopio, per visualizzare l’uretere (il condotto che trasporta l’urina dal rene alla vescica). Questa procedura, che è denominata ureteroscopia, può essere eseguita per diagnosticare e trattare i calcoli delle alte vie urinarie. L’ ureteroscopia è effettuato solitamente sotto anestesia regionale o generale.

La cistoscopia ha solitamente una durata di alcuni minuti. Il tempo di esecuzione della metodica può prolungarsi se si eseguono altre procedure quali la rimozione di un calcolo o un prelievo bioptico. Dopo la procedura può essere posizionato un catetere vescicale.

Gli effetti collaterali più comuni sono una sensazione di bruciore durante la minzione e il sangue nelle urine ematuria che possono durare da poche ore ad alcuni giorni. Se viene impiegata una anestesia locale i pazienti possono andare a casa subito dopo la procedura, in caso di anestesia regionale o generale è necessario un periodo di osservazione (solitamente 1 – 4 ore).

Le complicanze della cistoscopia

Le complicanze sono raramente serie e possono includere le seguenti:

  • Reazione avversa all’ anestesia
  • Emorragia
  • Formazione di tessuto cicatriziale che può provocare il restringimento dell’ uretra (stenosi)
  • Infezione (febbre, brividi, dolore severo, vomito)
  • Rottura o perforazione dell’ uretra, della vescica o dell’ uretere
  • Dolore o rigonfiamento testicolare (indice di infezione)
  • Ritenzione urinaria (impossibilità ad urinare), solitamente come conseguenza di una eccessiva distensione della vescica o dell’anestesia

 Dott. Gian Luca Milan

 

Immagine copyright depositphotos\sudok1

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