Cura della Induratio Penis Plastica: un passo indietro

diagnosi medico ipp

Come già detto in un mio precedente articolo l’Induratio Penis Plastica è detta anche malattia di La Peyronie dal medico francese che la descrisse alla fine del 1700.

Questa malattia porta a una degenerazione fibrotica e a volte calcifica della tunica albuginea dei corpi cavernosi o del setto intercavernoso.

Ciò determina un retrazione dell’organo e ad una curvatura che può essere lieve o molto accentuata fino ad arrivare all’impossibilità del rapporto penetrativo.

In alcuni casi la malattia determina impotenza sia per l’impatto psicologico che attanaglia il soggetto affetto sia per un problema vascolare in quanto a causa della fibrosi può venire meno “l’intrappolamento” del sangue nei corpi cavernosi durante l’erezione con possibile insorgenza di deficit vascolare di tipo veno-occlusivo.

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Le balanopostiti: infiammazione fastidiosa e importante

balanopostiti fastidi

Uno dei motivi che spinge un individuo a richiedere una visita urologica è la balanopostite.

Trattasi di un processo infiammatorio che interessa il glande e il foglietto interno del prepuzio e sono numerose le cause che possono causare tali infiammazioni.

Il fattore di rischio principale sembra essere il diabete e la balanopostite semplice è determinata da batteri quali streptococchi, enterococchi o stafilococchi.

Si manifesta con la comparsa di macchie arrossate irregolari con talora secrezioni di tipo sieroso o siero-purulento; talvolta si associa a rigonfiamento del prepuzio (edema) che può determinare una fimosi che a sua volta può peggiorare il processo flogistico.

Una infezione batterica piuttosto importante è quella di origine fusospirillare. Si manifesta con la comparsa di uno o più punti biancastri a livello del solco balano-prepuziale in corrispondenza delle quali si attiva una macerazione dell’epitelio che danno luogo a erosioni di color rosso cupo circondate da un orletto biancastro di epidermide macerata.

Tipica è la produzione di abbondante pus. Se trattata tempestivamente guarisce in pochi giorni (sufficiente l’azione dell’ossigeno mantenendo scoperto il glande). Se non trattata può comparire una fimosi.

Le balanopostiti di origine virale sono maggiormente causate dal virus dell’Herpes Simplex di tipo I o II: (HSV I-II). La patologia causale di questa manifestazione erpetica, può essere quindi causata da entrambi i ceppi I e II e non solo dal HSV II.

La manifestazione clinica tipica è rappresentata dalla classica vescicolazione a grappolo. In alcuni casi si possono presentare quadri solamente infiammatori o edematosi che interessano i foglietti prepuziali, potendo causare in alcuni casi una fimosi o una parafimosi avente in rari casi carattere di urgenza.

La balanopostite candidosica insorge molto spesso dopo l’utilizzo di antibiotici, in soggetti con diabete o attraverso trasmissione sessuale. Molto spesso si localizza a livello del solco balano-prepuziale. L’aspetto macroscopico è caratterizzato da lesioni eritematose molto spesso ricoperte da materiale biancastro. Sintomo tipico è il prurito intenso.

Esistono poi delle infiammazione non sostenute da germi o virus ma da agenti irritanti quali ad esempio traumi evocativi di rapporti ripetuti, all’accumulo di smegma, all’uso di detergenti. La flogosi si manifesta con eritema più o meno diffuso, bruciore, lieve prurito. La patologia è sovente limitata ed estinta dopo la scoperta dell’agente causa dell’irritazione. Le balanopostiti allergiche sono un evento possibile come conseguenza di dermatite da contatto. Il profilattico, i cosmetici , i metalli (piercing) e i medicamenti topici utilizzati dal soggetto o dalla partner (candelette, ovuli, disinfettanti) sono le principali cause di una balanopostite allergica.

Come per ogni patologia un’accurata anamnesi e un attento esame obiettivo può indirizzare alla diagnosi eziologica della balanopostite. Il trattamento tempestivo con prodotti ad uso locale, talvolta associati a farmaci assunti oralmente permettono la guarigione della flogosi genitale.

Dottor Gian Luca Milan

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Immagine copyright depositphotos/Sasha2109

Disbiosi intestinale e prostatiti

disbiosi e prostatiti

La disbiosi intestinale altro non è che uno scompenso della flora batterica intestinale. L’intestino crasso o colon presenta una vasta quantità di microrganismi: in un grammo di feci possiamo contare fino a 100 miliardi di batteri! Questi germi presenti nel nostro intestino ostacolano la proliferazione dei batteri patogeni e servono a migliorare la funzione intestinale.

Quando l’equilibrio dei batteri “buoni” (microbiota) nel nostro intestino si altera con sopravvento dei batteri “cattivi” si ha il sovvertimento della popolazione batterica nel colon. Si arriva alla produzione di metaboliti tossici che determinano un’alterazione infiammatoria della mucosa intestinale.

La flogosi intestinale aumenta la permeabilità dell’intestino stesso che può causare reazioni immunitarie e problemi ad altri organi o apparati.

La flora batterica intestinale (microbiota) è differente da soggetto a soggetto. Ogni individuo “crea” il proprio microbiota intestinale in base alle proprie abitudini alimentari.

I batteri nell’intestino provengono per la maggio parte da cibi che non vengono assimilati. Pertanto, l’alterazione della flora batterica intestinale (disbiosi) è dovuta, prevalentemente, ad una modificazione delle abitudini alimentari: eccessi alimentari ad esempio di carne, alcool, lipidi, zuccheri o diete prive di alimenti vegetali.

Negli ultimi anni, purtroppo, la presenza di sostanze nocive nelle carni come ormoni o antibiotici può determinare la disbiosi intestinale. Altre possibili cause possono essere terapie farmacologiche che possono alterare la flora batterica intestinale, malattie del fegato, pancreas e dello stomaco.

Il morbo celiaco non bene trattato, le infiammazioni croniche dell’intestino (morbo di Chron, rettocolite ulcerosa) sono inevitabilmente correlabili con la disbiosi intestinale. Non da ultimo dobbiamo riportare i fenomeni stressogeni e i disturbi dell’umore (ansia, depressione) come causa di alterazione microbica intestinale.

Dal punto di vista sintomatologico la disbiosi intestinale può causare gonfiore addominale, produzione eccessiva di gas intestinali (meteorismo - flatulenza), nausea, vomito, cattiva digestione, diarrea, stipsi. Nella donna può causare vaginiti da candida. Il soggetto va incontro a malumore, disturbi del sonno, stanchezza fisica e mentale.

Al di la delle implicazioni intestinali la disbiosi può causare anche altre problematiche importanti a causa un'alterata permeabilità dell'intestino favorendo così il passaggio di specie batteriche verso le vie urinarie. Nell’uomo si può instaurare la prostatite. La prostatite avviene quando i batteri trovano un posto sulla prostata dove possono proliferare.

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Fertilità maschile: prevenzione attiva

fertilita maschile

La riduzione della fertilità maschile negli ultimi anni ha portato la comunità scientifica ad affrontare il tema dell’inquinamento ambientale. Sembra che rispetto a circa 50 anni fa la qualità del liquido seminale sia diminuita (50% in meno del numero degli spermatozoi). Questo produce un aumento delle coppie che non riescono a procreare. L’ambiente in cui si vive, gli stili di vita e il contesto sociale sono tutti fattori negativi per la procreazione.Se parliamo di ambiente non possiamo trascurare l’inquinamento.

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