Disbiosi intestinale e prostatiti

disbiosi e prostatiti

La disbiosi intestinale altro non è che uno scompenso della flora batterica intestinale. L’intestino crasso o colon presenta una vasta quantità di microrganismi: in un grammo di feci possiamo contare fino a 100 miliardi di batteri! Questi germi presenti nel nostro intestino ostacolano la proliferazione dei batteri patogeni e servono a migliorare la funzione intestinale.

Quando l’equilibrio dei batteri “buoni” (microbiota) nel nostro intestino si altera con sopravvento dei batteri “cattivi” si ha il sovvertimento della popolazione batterica nel colon. Si arriva alla produzione di metaboliti tossici che determinano un’alterazione infiammatoria della mucosa intestinale.

La flogosi intestinale aumenta la permeabilità dell’intestino stesso che può causare reazioni immunitarie e problemi ad altri organi o apparati.

La flora batterica intestinale (microbiota) è differente da soggetto a soggetto. Ogni individuo “crea” il proprio microbiota intestinale in base alle proprie abitudini alimentari.

I batteri nell’intestino provengono per la maggio parte da cibi che non vengono assimilati. Pertanto, l’alterazione della flora batterica intestinale (disbiosi) è dovuta, prevalentemente, ad una modificazione delle abitudini alimentari: eccessi alimentari ad esempio di carne, alcool, lipidi, zuccheri o diete prive di alimenti vegetali.

Negli ultimi anni, purtroppo, la presenza di sostanze nocive nelle carni come ormoni o antibiotici può determinare la disbiosi intestinale. Altre possibili cause possono essere terapie farmacologiche che possono alterare la flora batterica intestinale, malattie del fegato, pancreas e dello stomaco.

Il morbo celiaco non bene trattato, le infiammazioni croniche dell’intestino (morbo di Chron, rettocolite ulcerosa) sono inevitabilmente correlabili con la disbiosi intestinale. Non da ultimo dobbiamo riportare i fenomeni stressogeni e i disturbi dell’umore (ansia, depressione) come causa di alterazione microbica intestinale.

Dal punto di vista sintomatologico la disbiosi intestinale può causare gonfiore addominale, produzione eccessiva di gas intestinali (meteorismo - flatulenza), nausea, vomito, cattiva digestione, diarrea, stipsi. Nella donna può causare vaginiti da candida. Il soggetto va incontro a malumore, disturbi del sonno, stanchezza fisica e mentale.

Al di la delle implicazioni intestinali la disbiosi può causare anche altre problematiche importanti a causa un'alterata permeabilità dell'intestino favorendo così il passaggio di specie batteriche verso le vie urinarie. Nell’uomo si può instaurare la prostatite. La prostatite avviene quando i batteri trovano un posto sulla prostata dove possono proliferare.

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Igiene intima per l'uomo

igiene intima maschile

L’uomo da sempre è stato meno attento rispetto alla donna alla ricerca di prodotti specifici per l’igiene intima. Tuttavia, negli ultimi tempi questa tendenza sta cambiando. Anche l’uomo ricerca sempre più quotidianamente una pulizia dei propri genitali da una parte per un motivo igienico ma dall’altro sanitario per prevenire irritazioni o infezioni dell’apparato uro-genitale. La donna culturalmente sin dall’adolescenza, con l’instaurarsi delle mestruazioni, sta molto attenta alla propria igiene intima e va alla ricerca di prodotti più idonei per la giusta detersione dei propri genitali.

L’uomo, per contro, è meno abituato a ricercare prodotti per il proprio fisico e spesso arriva ad utilizzare prodotti che trova “a portata di mano” magari utilizzati dalla propria compagna. Questa situazione se occasionale risulta innocua ma se diventa ripetuta nel tempo può portare a patologie dell’apparato genitale maschile. Si sa che il pH dell’apparato genitale maschile è diverso da quello femminile. I principali detergenti femminili sono di tipo acido (con pH uguale o inferiore a 4,5). Se utilizzati dall’uomo questi prodotti possono provocare l’insorgenza di prurito, bruciore, arrossamento con gonfiore del prepuzio o del glande. Ciò è dovuto al fatto che i bagno schiuma o saponi femminili con pH acido possono contenere dei tensioattivi che vanno a ledere il normale strato protettivo della pelle dei genitali maschili con la possibile insorgenza di processi patologici di tipo infettivo.

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Serenoa repens e Urtica dioica nel trattamento della ipertrofia prostatica

ortica per ipertrofia prostatica benigna

L’ingrossamento prostatico benigno (IPB) è una patologia del maschio adulto/anziano che colpisce circa 80% dei soggetti dopo i 50 anni. I sintomi più frequenti sono la nicturia, urgenza minzionale, ridotto flusso urinario e senso di incompleto svuotamento vescicale. La terapia medica si basa sull’utilizzo di farmaci alfa bloccanti come la doxazosina, terazosina, alfusozina, tamsulosina o silodosina. Altro approccio per l’IPB prevede l’impiego di farmaci inibenti l’enzima 5 alfa reduttasi come la finasteride o dutasteride. Gli effetti collaterali delle terapie farmacologiche sono l’ipotensione ortostatica, vertigini, cefalea, astenia, congestione nasale, eiaculazione retrograda per la terapia alfa litica, mentre possiamo osservare deficit erettile, alterazione della libido e riduzione del volume di liquido seminale per gli inibitori della 5 alfa riduttasi.

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