Testicolo in ascensore o retrattile: cos'è?

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Una delle maggiori richieste di visita urologica o andrologica nel giovane è la presenza di uno o di entrambi i testicoli in “ascensore” o retrattili.Tale situazione si caratterizza per la risalita frequente di uno di entrambe le gonadi dalla scroto al canale inguinale. Non si tratta di una malattia ma di una anomalia della mobilità testicolare.

Si distingue dal criptorchidismo (testicolo ritenuto) dove il testicolo risulta ritenuto in addome o a livello inguinale in modo permanente (fin dalla nascita).

I testicoli retrattili (o in ascensore) compaiono a tutte le età ma la maggiore incidenza si ha nell’età perinatale e nell’adolescenza.

Tale anomalia generalmente non presenta grandi rischi però può, nel tempo, determinare una alterazione nella spermatogenesi del testicolo coinvolto a causa di una sofferenza vascolare.

In alcuni casi il testicolo retrattile può essere poi seguito da fenomeni di subtorsione del testicolo stesso fino alla torsione completa, evento acuto molto pericoloso.

Le cause del testicolo in ascensore possono essere dovute a: alterata fissazione del testicolo, aumentata mobilità testicolare, iperattività del muscolo cremastere o alla pervietà del dotto peritoneo-vaginale.

La sintomatologia può essere variabile. Generalmente non si avverte dolore ma solo fastidio legato alla risalita del testicolo nel canale inguinale che può provocare disagio.

Generalmente ci sono alcune condizioni che favoriscono la risalita del testicolo: attività sessuale o attività fisica.

La maggior parte dei pazienti riescono a gestire la situazione riposizionando il testicolo nel sacco scrotale manualmente.

Talvolta, i testicoli rimangono dolenti a causa di alterazioni circolatorie che si instaurano nel testicolo stesso per i frequenti movimenti dell’organo all’interno del sacco scrotale.

Non sempre gli individui riescono a capire l’origine del problema e non è così infrequente il caso di ragazzi che vengono alla visita urologica lamentando un dolore testicolare diagnosticando in tale occasione l’ipermobilità gonadica.

La diagnosi si fonda essenzialmente sull’anamnesi e sull’esame obiettivo che mira all’individuazione di entrambi i testicoli a livello testicolare e al riconoscimento di eventuali risalite.

Manualmente è possibile valutare la capacità di risalita e di ridiscesa anche autonoma del testicolo.

L’obesità rappresenta un importante e frequente fattore di rischio per lo sviluppo del testicolo retrattile.

Tale condizione può avere risvolti irreversibili sulla funzione testicolare con conseguente notevole compromissione della fertilità.

Importante eseguire una ecografia scrotale associata all’ecocolor-doppler testicolare per valutare le caratteristiche vascolari e strutturali non solo dei testicoli, ma anche degli elementi intrascrotali, come gli epididimi, i dotti deferenti e le tuniche vaginali.

Inoltre, talvolta l’ipermobilità testicolare può essere associato alla presenza di un varicocele omolaterale e controlaterale.

La terapia varia da caso a caso. Quando il fenomeno si verifica saltuariamente ci si può astenere da un trattamento chirurgico. Il paziente convive con tale situazione che non gli crea disagio o fastidio locale.

Quando, invece, gli episodi si ripetono in tempo ravvicinato fino a diventare quotidiano allora l’intervento chirurgico non si può rimandare anche per evitare il danno alla funzione testicolare.

L’intervento consiste nella fissazione della capsula testicolare (tunica albuginea) alla parete scrotale interna mediante il posizionamento di tre punti. Tale intervento viene eseguito in anestesia locale e può essere eseguito in Day Surgery e non comporta generalmente rischi o complicazioni.

Dott. Gian Luca Milan

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Immagine copyright depositphotos\belchonock

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