Testosterone e fragilita' dell'anziano

androgeni e fragilità anziano

Secondo i dati della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’aspettativa di vita alla nascita è in continuo aumento in tutto il mondo a partire dagli inizi del secolo scorso. In particolare, l'aspettativa di vita supera ormai 83 anni in Giappone, ed è di almeno 81 anni in diversi altri paesi con un'aspettativa media globale di 71 anni osservati nel 2013.

Mentre l'invecchiamento globale rappresenta il risultato di progressi ottenuti in campo medico, sociale, ed economico, esso presenta, tuttavia, delle enormi sfide a cui fare fronte.

Nonostante i progressi nella cura della salute, infatti, molte persone anziane hanno malattie croniche e progressivamente debilitanti con necessità di assistenza quotidiana. La più grande sfida in tal senso diviene, pertanto, la prevenzione della disabilità fisica e l'estensione di un aspettativa di vita attiva".

La sarcopenia, ossia la perdita di massa muscolare e della sua funzione rappresenta un evento cruciale nello sviluppo della “fragilità dell’anziano” termine utilizzato per indicare quei soggetti di età avanzata o molto avanzata, cronicamente affetti da patologie multiple, con stato di salute instabile e spesso complicato da problematiche di tipo socio-economico. Solitamente questo stato comporta un rischio elevato di rapido deterioramento della salute e dello stato funzionale ed un elevato consumo di risorse precedendo la disabilità conclamata in adulti più anziani.

Insieme con il graduale declino di molte altre funzioni fisiologiche, nel maschio, si assiste ad una riduzione della funzione testicolare e della produzione di testosterone. Le ragioni di questo fenomeno non sono state completamente chiarite ma considerando le proprietà anabolizzanti dell’ormone maschile, il suo ruolo nello sviluppo della fragilità dell’anziano e il possibile miglioramento di alcuni sintomi ad essa correlabili ha suscitato una notevole attenzione. Un recente studio di meta-analisi ha chiaramente dimostrato come la terapia con testosterone possa migliorare la composizione corporea incrementando la massa magra e riducendo quella grassa.

Tali risultati sembrano suggerire i presupposti per un atteso miglioramento della forza muscolare e della performance fisica. Tuttavia, le evidenze attualmente disponibili indicano che il testosterone da solo sia relativamente inefficace nel miglioramento della performance fisica dell’anziano. Viceversa l’uso combinato di testosterone e di esercizio fisico appropriato o di un’adeguata stimolazione funzionale sembra possa rappresentare un approccio in grado di fornire migliori risultati.



Come ricordato in precedenza, altro aspetto tipico della fragilità dell’anziano è rappresentato dal deterioramento cognitivo. Il ruolo del testosterone è stato confermato da un recente studio di meta-analisi inerente gli effetti psichici della deprivazione androgenica in soggetti trattati per tumore della prostata con farmaci bloccanti la produzione di testosterone. Lo studio ha incluso 14 trials e 417 pazienti. I test neurofisiologici sono stati suddivisi in 7 domini cognitivi: attenzione / memoria, funzioni esecutive, linguaggio, memoria verbale, memoria visiva, capacità viso-motoria, e capacità di lavorare.

I pazienti affetti da cancro alla prostata in terapia con farmaci antiandrogeni hanno mostrato risultati significativamente peggiori sulla performance viso-motoria quando paragonati a quelli osservati in soggetti di controllo. Risultati simili sono stati, più recentemente, documentati da un altro studio di meta-analisi inerente 7 trials prospettici che includevano una coorte di 5251 soggetti anziani. Durante il follow up sono stati diagnosticati 240 casi di malattia di Alzheimer.

La presenza di bassi livelli di testosterone si associava ad un rischio superiore di circa il 50% di sviluppare la malattia. A dispetto di questi dati, tuttavia, similarmente a quanto riportato per la performance fisica, gli effetti della terapia con testosterone sul miglioramento dei disturbi cognitivi rimangono non del tutto conclusivi, sebbene alcuni recenti trials sembrano dimostrare risultati incoraggianti.

In conclusione, il ruolo del calo del testosterone nella patogenesi della “fragilità” dell’anziano rimane controverso sebbene alcune recenti evidenza ne possano supportare il ruolo. Ulteriori studi di intervento sono necessari per meglio comprendere se una terapia sostitutiva con testosterone possa contribuire all’allungamento della aspettativa di vita attiva nel maschio anziano.

Dott. Gian Luca Milan

 

Immagine copyright depositphotos\nejron

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