Pielonefrite acuta e cronica: differenze

pielonefrite acuta e cronica

La pielonefrite acuta è una patologia renale che si manifesta sempre improvvisamente. L'infezione e la risultante infiammazione interessano principalmente il tessuto di sostegno all'interno del quale sono situate le piccole unità filtranti, i glomeruli. Ciò avviene talvolta quando i microbi vengono trasportati al rene attraverso il circolo sanguigno da un'altra parte del corpo (via ematogena) o attraverso il sistema linfatico(via linfatica). Tuttavia, nella maggior parte dei casi i batteri infettanti provengono dalla pelle situata attorno all'orifizio uretrale. I batteri possono entrare nell'uretra e diffondersi, attraverso la vescica e l'uretere fino al rene (via canalicolare ascendente). Questo è particolarmente probabile se, per qualche ragione, avviene un blocco parziale del normale flusso urinario; i batteri si sviluppano nel liquido stagnante e non possono essere eliminati con la stessa facilità di quando l'urina scorre liberamente. Ciò tuttavia spiega alcuni, ma non tutti i casi di pielonefrite acuta.

Nella maggior parte dei casi la malattia inizia con un improvviso dolore intenso al fianco. Sebbene possano essere colpiti entrambi i reni, il dolore di solito è più intenso da un lato e si diffonde su quel lato fino all'inguine. La temperatura aumenta rapidamente, spesso raggiunge i 40° C e si hanno brividi scuotenti; possono esservi anche nausea e vomito. Il soggetto può avvertire disuria (difficoltà o dolore durante la minzione) e ha la sensazione di un bisogno costante di urinare, anche se la vescica è vuota. L'urina stessa di solito è torbida o di colore rosso chiaro, se si è verificata una perdita di sangue.

La pielonefrite acuta è un'affezione che compare in tutte le età: in media 1 persona su 250 consulta il medico ogni anno per questo disturbo. Essa compare con una frequenza quattro volte maggiore nelle donne rispetto agli uomini, poiché il potenziale canale di ingresso dei batteri (l'uretra) è molto più corto nelle donne. Diverse condizioni che diminuiscono il flusso urinario rendono l'individuo più esposto a questa malattia; tra queste citiamo gravidanza (la compressione sugli ureteri esercitata dall'utero dilatato riduce il flusso urinario), calcoli renali, tumori della vescica oppure negli uomini un ingrossamento della prostata che può determinare un ostacolo allo svuotamento delle urine e la crescita dei batteri in essa contenuti. Inoltre, un difetto dell'apparato urinario aumenta il rischio che si manifesti il disturbo.

Con un pronto trattamento, le complicazioni sono molto improbabili. In persone molto giovani o deboli l'infezione talvolta passa nel sangue e determinare un’infezione sistemica generalizzata: la setticemia. Ripetuti attacchi di pielonefrite acuta possono indicare che nelle vie urinarie vi è un difetto di base che deve essere eliminato.

Se accusate sintomi della pielonefrite acuta, consultate il medico. L'attacco si risolve nel giro di un giorno o due, ma dopo la guarigione il medico può prescrivervi un esame del sangue e dell'urina, e forse una TAC o Risonanza Magnetica addominale per approfondire meglio l’infezione acuta renale. Potrete anche essere sottoposti a una cistoscopia, per esaminare la vescica. Se siete un adulto sano, i vari test diagnostici raramente sono necessari dopo un solo attacco di pielonefrite acuta, ma se avete avuto attacchi in passato o se il paziente è un bambino, queste prove sono consigliabili per rivelare la presenza di un'affezione di base e per impedire quindi un danno permanente.

Il trattamento della pielonefrite acuta consiste nel riposo a letto e in una dieta blanda, leggera, che comprende dosi abbondanti di liquidi come succhi di frutta o acqua. Inoltre il medico può prescrivervi antibiotici, di solito per bocca. In qualche caso, per esempio persone molto giovani e anziane, può essere necessario un ricovero in ospedale in modo che i farmaci e i liquidi necessari possano essere somministrati mediante fleboclisi. In generale gli antibiotici stroncano l'infezione in 24-48 ore, ma il trattamento è proseguito fino a 10 giorni.

La pielonefrite cronica è un'affezione in cui, nel corso di molti anni, i reni vengono sempre più danneggiati in conseguenza della comparsa di ripetute infezioni urinarie (che di solito non vengono riconosciute). Nella maggior parte dei casi questa malattia compare nei bambini e non viene sospettata fino a quando, dopo alcuni anni, cominciano a manifestarsi sintomi di disturbi renali. Anche in questo caso i batteri infettanti probabilmente riescono a penetrare nelle vie urinarie attraverso l'estremità inferiore dell'uretra (come avviene per la forma acuta). Normalmente queste invasioni batteriche sono limitate alla parte inferiore delle vie urinarie , poiché il flusso urinario evita che l'infezione si diffonda verso l'alto.

Nell'atto di urinare la vescica si contrae e spreme l'urina lungo l'uretra, mentre al tempo stesso alcune valvole chiudono i due ureteri nel punto in cui entrano nella vescica, il che impedisce che l'urina venga spinta contemporaneamente indietro nei reni. Tuttavia talvolta queste valvole non funzionano adeguatamente e l'urina si diffonde sia verso l'alto che verso il basso. Se l'urina è infetta, l'infezione può raggiungere il rene. Le infezioni ricorrenti in persone con difetti valvolari sono la causa della maggior parte delle pielonefriti croniche. Anche i calcoli renali possono provocare la malattia. Alcune volte la pielonefrite cronica è preceduta da attacchi ripetuti di altre infezioni delle vie urinarie, come la pielonefrite acuta o la cistite.

A differenza della forma acuta raramente la pielonefrite cronica provoca sintomi fino a quando non è completamente in atto. Tuttavia talvolta possono comparire segni precoci di insufficienza renale cronica e possono presentarsi aumento della diuresi e stanchezza. Via via che questi disturbi aumentano, possono comparire anche nausea e prurito. In molti casi la pielonefrite viene scoperta in una fase assai più precoce, se per esempio l'individuo si sottopone a esami del sangue o dell'urina per qualche altra ragione.

Ogni anno in Italia a oltre 500 persone viene diagnosticata un'insufficienza renale cronica dovuta a pielonefrite cronica, e per lo più si tratta di donne. Vi sono molte più persone affette da pielonefrite cronica che non presentano insufficienza renale. E poiché la malattia progredisce molto lentamente, vi sono molte persone che vivono molto a lungo senza sapere di esserne affette.

Il rischio principale è che questa malattia progredisca non scoperta fino a provocare una insufficienza renale cronica. Oggi tuttavia ciò non si verifica spesso, poiché la crescente consapevolezza dei pericoli delle infezioni urinarie nei bambini piccoli ha permesso un trattamento preventivo migliore in fase precoce.

Se si hanno infezioni urinarie lievi ripetute o uno dei sintomi dell'insufficienza renale cronica, si deve andare dal medico. Le prove diagnostiche sono le stesse della pielonefrite acuta. Nella pielonefrite cronica senza sintomi, il medico cercherà di impedirne il progredire mediante semplici misure come l'assunzione di abbondanti quantità di liquidi (fino a 3 litri al giorno) e consigliando al paziente di evitare un eccesso di proteine e di sale nel cibo. Prescriverà anche regolari esami del sangue ogni 6 o 12 mesi a scopo di controllo.

Dott. Gian Luca Milan

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