Fattori di rischio del carcinoma della vescica

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Il cancro della vescica risulta nei maschi l’ottava forma di cancro più comune. Il tasso di incidenza nel mondo presenta una moderata variazione tra le varie zone geografiche. I maschi sono più colpiti delle donne da due a quattro volte. I soggetti bianchi hanno generalmente un incidenza maggiore rispetto ai neri. Il tumore vescicale è più frequente nei paesi industrializzati ad eccezione di alcuni paesi Africani o dell’Asia dove è presente la schistosomiasi che predispone all’insorgenza del carcinoma squamoso della vescica assai aggressivo. La maggior parte dei cancri vescicali si sviluppa dopo i 60 anni. Negli ultimi anni abbiamo osservato un calo della mortalità e contestualmente abbiamo osservato ad un aumento dell’incidenza (fino ad essere raddoppiato durante le ultime decadi) grazie al miglioramento e disponibilità delle indagini diagnostiche.

Il fumo e alcuni fattori ambientali associati all’esposizione industriale contribuiscono ad aumentare l’incidenza del carcinoma vescicale. Il fumo è il fattore di rischio più importante in quando incide fino alla metà dei cancri fra i maschi e un quarto nelle donne. Il fumo influenza la storia naturale dei tumori della vescica determinando il tasso di progressione e la mortalità di questa malattia. Le donne sembrerebbero meno suscettibili rispetto all’uomo sull’effetto cancerogeno del fumo. Tuttavia, questo non può giustificare la differenza di genere nei tassi di incidenza. Il rischio di cancro della vescica si riduce considerevolmente negli uomini dopo che hanno smesso di fumare e generalmente raggiunge il rischio dei non fumatori dopo circa 15 anni.

Altro fattore di rischio determinante in alcune zone del mondo è l’esposizione professionale ad alcune sostanze impiegate nella produzione di tinture, vernici, amine aromatiche e diserbanti. I lavoratori delle industrie tessili, chimiche e meccaniche hanno un rischio maggiore di sviluppare un carcinoma vescicale. Gli agenti cancerogeni più comuni sono benziadine, 4 aminobifenile, 2 naftilamina, aminobifenile, diclobenzidina, ortotoluidina e ortodianisidina. Nei paesi più sviluppati queste esposizioni professionali sono regolate dal punto di vista legislativo e questo potrebbe determinare una riduzione dell’incidenza del cancro vescicale in futuro.

Le infiammazioni croniche della vescica possono essere un fattore di rischio per lo sviluppo del tumore vescicale in quanto possono indurre a mutazioni geniche e cromosomiali che favoriscono l’insorgenza della malattia neoplastica di questo organo. L’infezione da schistosoma Haematobium è collegata allo sviluppo del cancro vescicale a cellule squamose. In Egitto circa l’80% dei cancri della vescica a cellule squamose è legata all’infezione cronica da questo parassita.

La ciclofosfamide è un agente antitumorale che viene utilizzato in molti ambiti oncologici. Sembra esserci un rischio di 4 volte superiore nei pazienti trattati con questo agente antineoplastico di sviluppare un carcinoma vescicale.

Il ruolo della dieta nella carcinogenesi del cancro vescicale è stato recentemente considerato in quanto sembra esserci una certa evidenza che una dieta ricca di frutta fresca e vegetali sia protettiva nello sviluppo del tumore vescicale.

Il numero crescente di pazienti con diagnosi di tumore vescicale di basso stadio e grado legato ai miglioramenti nella diagnosi precoce e all’aumentata disponibilità di tecniche e attrezzature diagnostiche porterà da un lato ad aumento dell’incidenza del carcinoma vescicale ma d’altra parte ad un ulteriore calo della mortalità per cancro vescicale. Incentivare misure preventive come la diminuzione del fumo di tabacco e la regolamentazione delle esposizioni professionali potranno contribuire in maniera significativa alla riduzione dell’incidenza del carcinoma vescicale.

Dott. Gian Luca Milan

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