Esiste una differenza tra urologo e andrologo?

Molti pazienti con disturbi della sfera sessuale si pongono questo quesito: a quale Medico mi rivolgo? Urologo? Andrologo? Sessuologo? Ginecologo?
La risposta sembra ovvia ma in realtà per molti soggetti maschili non è così. Le donne imparano fin da giovani a conoscere il Ginecologo quale specialista di riferimento che solitamente le accompagnerà per tutte le fasi della loro vita (menarca, gravidanza, parto, menopausa). Per l’uomo, invece, le cose non stanno così anche per la timidezza che alcuni hanno a parlare di problematiche delicate ad altri anche se sono Medici.
Talvolta i pazienti si convincono a rivolgersi ad uno Specialista e lo fanno senza chiedere consiglio al proprio Medico Curante ma si pongono questa domanda: che differenza c’è tra urologo ed andrologo?


L’urologo è un medico specialista che si occupa della prevenzione, della diagnosi e della cura delle malattie dell’apparato urinario e dell’apparato genitale maschile. Infatti l’urologia è una branca specialistica medica e chirurgica, che si occupa delle patologie a carico dell’apparato uro-genitale, di cui fanno parte numerosi organi, come i reni, gli ureteri, la vescica, la prostata e gli organi genitali maschili esterni. In linea di massima alcune patologie sono comuni sia all’andrologo che all’urologo (varicocele, fimosi, infiammazioni delle ghiandole genitali), mentre altre patologie sono a se stanti (patologie prostatiche, renali e vescicali); infatti molti urologi si occupano anche di andrologia e molti andrologi sono specialisti in urologia, ma le due figure sono comunque distinte. L’urologia, come specializzazione, è presente in tutti i paesi europei ed esistono alcuni master universitari riservati a specialisti urologi, endocrinologi o ginecologi che danno una sorta di super specializzazione nell’ambito del campo andrologico. I sintomi principali in seguito ai quali è consigliabile rivolgersi ad un urologo sono: bruciori, dolori o difficoltà ad urinare, presenza di sangue nelle urine, perdite involontarie di urina, dolori o alterazioni ad organi del tratto urinario o genitale maschile, problemi nell’ambito sessuale. In realtà per rivolgersi ad un urologo non bisognerebbe aspettare sintomi particolari, ma dovrebbero essere eseguiti una serie di controlli periodici, differenti a seconda dell’età del paziente.

L’andrologo è un medico specializzato in malattie ormonali dell’uomo e del suo apparato sessuale, dunque si occupa principalmente di studiare l’apparato genitale maschile e di curare le principali disfunzioni sessuali e della fertilità maschile. Per questo motivo tale figura professionale deve avere una profonda conoscenza dell’anatomia dell’apparato genitale maschile ed essere molto abile nella terapia chirurgica delle eventuali patologie di tale apparato. L’andrologia è una disciplina medica, che si è formata nella seconda metà del secolo scorso e che rientra nell’ambito dell’urologia. Inoltre al suo interno intervengono anche altre discipline, come l’endocrinologia, la neurologia e la psicologia. L’andrologo si occupa principalmente di seguire lo sviluppo dell’apparato genitale maschile dalla nascita sino alla vecchiaia. Alla nascita, l’andrologo può essere consultato per l’attribuzione del sesso o per evidenziare anomalie congenite, alla pubertà può essere consultato per trattare problemi più seri, come pubertà precoci o ritardate. Attorno ai 20 anni, infine, può essere consultato per controllare lo sviluppo sessuale ed evidenziare qualsiasi tipo di problema come le infezioni sessuali. Quando si supera una certa età, l’andrologo viene spesso consultato per problemi di disfunzione erettile, ma anche per prevenire e trattare i sintomi dell’andropausa, fenomeno legato all’invecchiamento dei tessuti ed al calo del testosterone. L’andrologia è deputata alla diagnosi ed alla cura di malattie dell’apparato genitale maschile, quali: balanite, epispadia, disfunzioni dell’epididimo, eiaculazione precoce, idrocele, ipospadia, deficit erettile, infertilità, orchite, cancro al pene, alla prostata o ai testicoli, frattura del pene, curvature congenite od acquisite del pene, fimosi, prostatite, spermatocele e vescicocele. Fanno anche parte dell’andrologia alcune tra le tecniche mediche e chirurgiche più comuni, come la vasectomia, ovvero l’asportazione parziale dei dotti deferenti dell’uomo in seguito alla loro legatura e la circoncisione, che consiste nell’asportare tutto o parte del prepuzio, con lo scopo di porre rimedio ad alcune disfunzioni del pene, quali le fimosi o le balaniti.

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