Vecchi e nuovi concetti su AIDS e virus da HIV

hiv aids vecchi e nuovi concetti

Di AIDS non si guarisce, ma a differenza di molte malattie, questa si può prevenire al 100%. Il virus si nutre dell'ignoranza e dei luoghi comuni, che ne favoriscono la diffusione. Ecco alcuni concetti da tener ben presente su questo tema:

AIDS e HIV non sono la stessa cosa

L'AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) è causato dal virus dell'HIV, che aggredisce il sistema immunitario umano, rendendolo incapace di far fronte alle infezioni. Ma non tutte le persone sieropositive, cioè che hanno contratto il virus dell'HIV, sono destinate a sviluppare l'AIDS. Ci si ammala soltanto in assenza di cure adeguate. Con una diagnosi tempestiva e l'assunzione costante di farmaci antiretrovirali, si può restare portatori del virus con una speranza di vita "normale".

Non solo promiscuità sessuale e consumo di droghe

La causa principale è il virus. L’arma principale che abbiamo per combatterlo è la diffusione della cultura della prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili. Se è vero che quelli descritti sono comportamenti a rischio, stigmatizzarli e ignorare che l'HIV può riguardare chiunque, anche chi è impegnato in una relazione monogama e non fa uso di droghe, non aiuta certo a proteggersi. Con questo pregiudizio si ignora inoltre una grossa fetta del problema, quello del contagio madre-figlio: ogni giorno nel mondo, nascono 600 bambini sieropositivi.

Non solo un problema degli omosessuali

La maggior parte degli uomini contrae il virus dell'HIV attraverso il contatto sessuale con un uomo infetto: si tratta, perciò, di una popolazione particolarmente a rischio. Ma il 16% degli uomini e il 78% delle donne si ammala all'interno di una relazione eterosessuale. La vera popolazione a rischio è quindi, quella che non usa il preservativo.

Avere contatti quotidiani con chi è sieropositivo o malato di AIDS non mette a rischio di contagio

Il virus dell'HIV si trasmette soltanto attraverso sangue, sperma, secrezioni vaginali o latte materno. La trasmissione sessuale è la modalità più diffusa e riguarda l'80% delle nuove diagnosi. Non si trasmette mangiando dallo stesso piatto di una persona portatrice del virus, né usando lo stesso bagno. Non si trasmette con strette di mano, abbracci o baci: nel caso di baci "profondi", il rischio contagio si ha solo nel caso entrambi i partner abbiano ferite o lesioni orali che possano favorire il contatto tra il rispettivo sangue. Il virus dell'HIV non si trasmette con la saliva.

Anche se hai solo relazioni monogame c’è una ragione per fare il test

Tutte le persone sessualmente attive dovrebbero sottoporsi al test per l'HIV, l'unico modo per diagnosticare o escludere con certezza la presenza del virus nell'organismo contratto anche anni prima da una relazione di cui, forse, non ricordi nemmeno più l’esistenza. Nelle strutture pubbliche italiane, il test è gratuito, si può effettuare in forma anonima o strettamente confidenziale e spesso non richiede l'impegnativa del medico di base. Prima di effettuarlo, occorre aspettare tre mesi dall'ultimo comportamento a rischio (il periodo "finestra" impiegato dall'organismo per sviluppare gli anticorpi al virus rilevati dal test).

Se una persona è sieropositiva non lo si vede

Discriminare una persona sieropositiva o con AIDS costituisce una violazione dei diritti umani, e fa il gioco del virus, che si propaga grazie alla pseudo cultura e al silenzio. Chiarito questo, è bene sapere che molti dei sintomi più evidenti dell'AIDS e dei trattamenti necessari a curarlo sono, oggi, meno visibili. Una persona con HIV che non abbia ricevuto una diagnosi può rimanere perfettamente in salute anche per una decina d'anni: e per come funziona il virus, nei primi mesi dal contagio ci si può sentire in gran forma, ma è anche il periodo in cui i propri fluidi corporei sono maggiormente contagiosi.

Al giorno d’oggi se contrai il virus dell’HIV non sei destinato a morire prematuramente

Dalla scoperta della malattia nei primi anni '80, il trattamento del virus ha fatto passi da gigante, tali da garantire una buona aspettativa di vita a chi conduca le terapie antiretrovirali. Ad esempio se un 20 enne americano a cui venga diagnosticata l'infezione, se inizia subito le terapie, ha un'aspettativa di vita di altri 55 anni, 5 in meno di quella di una persona non infetta. Certo non si tratta di cure semplici e immuni da effetti collaterali.

Abbiamo, quindi, capito come lo strumento fondamentale per la prevenzione è l’utilizzo del preservativo specialmente nei rapporti occasionali e/o a rischio.

A tal proposito in Australia si sta sviluppando un condom che contiene un gel che elimina i virus che causano malattie sessualmente trasmissibili, come l'Aids o l'herpes simplex. Trattasi di una doppia protezione, una “barriera” fisica e una sostanza antivirale, contro le malattie sessualmente trasmissibili. Questo nuovo preservativo incorpora un gel che, nei test di laboratorio, ha mostrato di inattivare più del 99% dei virus come l’HIV, responsabile dell’Aids, l’Herpes simplex che causa l’herpes genitale, e il virus del papilloma umano. L’obiettivo del gel è ridurre il numero di particelle virali a cui la persona è potenzialmente esposta e quindi ridurre ulteriormente le possibilità di infezione: una difesa in più oltre al preservativo, che nonostante sia la migliore protezione dalle malattie a trasmissione sessuale non elimina al 100% ogni rischio (per esempio a causa di uso scorretto o microlesioni).

 Dott. Gian Luca Milan

 

Immagine copyright depositphotos\amuzica

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