Uretrocistoscopia flessibile: procedura e indicazioni

urocistoscopia

Abbiamo già precedentemente parlato in un articolo della cistoscopia con strumento flessibile. Ora vorremmo soffermarci in maniera piu’ approfondita sulla procedura e sulle indicazioni all’esecuzione di questo accertamento. Abbiamo già detto che tale esame consente all'urologo di “vedere” direttamente, tramite un tubo fine molle dotato di telecamera, l’interno del canale uretrale (uretroscopia) e vescicale (cistoscopia).

Tale esame è paragonabile alla gastroscopia che consente di studiare l’apparato digerente superiore (esofago, stomaco e duodeno) o alla coloscopia (valutazione endoscopica dell’intentino crasso: colon ascendente, trasverso e discendente oltre che del canale anale).

Ai giorni d’oggi l’esame è molto diverso rispetto a quello che si eseguiva anni or sono con strumento rigido che se da un lato consentiva di ottenere ottime indagini endoscopiche dall’altra era un esame poco tollerato soprattutto dai pazienti di sesso maschile.

Pertanto, era un esame che si poteva eseguire solo sotto anestesia al fine di eseguire un’indagine corretta senza far soffrire troppo il paziente.

La procedura di uretrocistoscopia flessibile si esegue applicando un anestetico locale inserito nel canale uretrale attraverso un apposito gel chiamato Instillagel qualche minuto prima dell’esame.

Tale prodotto è un gel lubrificante a base di idrossietilcellulosa, sterile, con anestetico locale e disinfettante che un lato elimina il lieve fastidio nell’introduzione dello strumento nel canale uretrale, dall’altra si riduce il rischio di infezioni dopo la procedura grazie all’azione antibatterica del gel stesso.

Al paziente non è richiesta alcune preparazione particolare, può aver fatto colazione o pranzato.

Si richiede solo di svuotare la vescica poco prima dell’esame.

Il paziente viene invitato a sdraiarsi sul lettino in posizione supina e si esegue la pulizia del meato uretrale esterno con disinfettante delicato e si posiziona un telino sterile intorno ai genitali del paziente.

A questo punto si inserisce l’Instillagel e si attende qualche minuto prima di procedere con l’esame vero e proprio.

Dopo circa 5 minuti si procede: il cistoscopio flessibile viene delicatamente inserito nell’uretra e viene fatto progredire attraverso controllando direttamente la risalita dello strumento fino in cavità vescicale.

Nelle donne l’inserimento è piu’ agevolato in quanto l’uretra è lunga solo 3 cm circa mentre nel maschio, dove il canale è lungo circa 18 cm, la progressione è un po’ piu’ indaginosa: ad un certo punto i pazienti di sesso maschile possono avvertire una leggera puntura quando lo strumento flessibile attraversa lo sfintere prima di entrare in cavità vescicale.

L’esame in media dura dai 5 ai 10 minuti. La vescica viene distesa tramite della soluzione fisiologica che passa attraverso il cistoscopio flessibile.

Lo strumento consente di esplorare tutta la cavità grazie alla sua capacità di flessione dell’apice dello strumento fino a 180°. L’estremità esterna del cistoscopio viene impugnata dal medico operatore dove in questa sede si trovano i comandi per la direzionalità e la messa a fuoco dello strumento, il raccordo per la telecamera che proietterà le immagini sul monitor (che lo stesso paziente può vedere), l’ingresso della fonte luminosa e i raccordi per l’introduzione del liquido di lavaggio.

Al termine la sonda flessibile viene estratta. Il paziente si pulisce velocemente con garze sterili e poi si reca nello spogliatoio per vestirsi.

Il referto viene scritto con allegate le immagini stampate piu’ significative dell’indagine e consegnato al paziente che può lasciare la Struttura.

Solitamente viene consigliato di bere molto nelle prime ore e in alcuni casi viene associato un disinfettante urinario per un paio di giorni come ad esempio fosfomicina 3 grammi.

Dopo l’esecuzione di tale esame raramente i pazienti possono avvertire bruciori durante la minzione o emettere urine rosate. Si possono riprendere le normali abitudini di vita evitando sforzi fisici intensi. Per l’attività sessuale è bene rimanere a “riposo” per qualche giorno.

Ora parliamo delle indicazioni cioè i motivi che spingono l’urologo, il ginecologo o Medico di Medicina Generale a richiedere l’esame per il proprio assistito.

Questa indagine è innanzitutto indicata per la diagnosi e il follow up di patologie che colpiscono le basse vie urinarie.

Quando un soggetto presenta ematuria (ovvero sangue nelle urine) la cistoscopia serve per escludere la presenza di un tumore vescicale.

Questo accertamento puo’ seguire altre indagini come l’ecografia dell’addome completo, il citologico urinario o la TC addome con mezzo di contrasto.

In questo caso la cistoscopia flessibile puo’ confermare o meno l’esame.

Altre patologie che possono richiedere l’esame cistoscopico sono la calcolosi vescicale, la diverticolosi vescicale, infezioni delle vie urinarie recidivanti, l’iperplasia prostatica benigna (IPB), problemi disfunzionali della vescica stessa. Altra indicazione alla cistoscopia e la ricerca di restringimenti (stenosi) dell’uretra o del collo vescicale.

L’uretrocistoscopia con strumento flessibile per la sua mininvasività, la facilità di esecuzione, l’immediatezza della diagnosi e l’assenza di complicanze rappresenta uno strumento fondamentale per l’urologo per arrivare nel piu’ breve tempo possibile ad una diagnosi certa e al trattamento medico/chirurgico mirato.

Dott. Gian Luca Milan

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