Stress e procreazione medicalmente assistita

stress e procreazione assistita

Spesso ci si domanda quanto ansia e stress possono incidere nelle coppie sterili nell’esito dei trattamenti di Procreazione Assistita. Spesso capita di avere un familiare o un amico che ci ha palato del suo problema.
Tra le problematiche ricorrenti, riferite dalle coppie, ho potuto riscontrare ansia per la paura di non riuscire, diffidenza nei confronti dei farmaci (mi gonfio, aumento di peso, fanno venire il tumore), silenzi nella coppia e il senso di colpa per sentirsi il portatore del problema, creando tensione e difficoltà a proseguire i trattamenti.
Pertanto, è indispensabile trovare degli elementi utili per prevenire la paura che potrebbe portare ad interrompere prematuramente il percorso di Procreazione Assistita, abbandonando il progetto di diventare genitori.
Gli ultimi dati pubblicati, in recenti ricerche ci mostrano un quadro interessante, sembrerebbe che tra le cause di abbandono delle terapie il 50% è legato a problematiche psicologiche che comprendono stress emozionale, che si manifesta soprattutto all’inizio dei trattamenti come la Fecondazione Assisitita. Nell’analisi di questi dati, la qualità del rapporto di coppia gioca un ruolo determinante. Donne con un buon rapporto di coppia, ricco di intesa condivisione e comprensione, riescono con più facilità a tollerare lo stress dei trattamenti.

Perché lo stress gioca un ruolo così importante nel percorso di Fecondazione Assistita?

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Ipertrofia prostatica e sport

ipertrofia prostatica e sport

Molti atleti abbinano la corsa alla bicicletta per minimizzare il rischio di infortuni o di recidive di infortuni. Notoriamente la bicicletta è considerata uno sport molto meno traumatico della corsa e ciò è indubbiamente vero.

Andando avanti con l’età però si scopre sorprendentemente che questo non è poi una verità assoluta; le statistiche infatti dicono che esistono praticamente pochissimi ciclisti professionisti che hanno dovuto interrompere la loro attività a causa di infortuni (quasi sempre rovinose cadute), mentre sono molti i top runner che hanno vista stroncata una carriera da microfratture, dolori ai tendini ecc. Se si esaminano le statistiche degli over 50, si scopre invece che la bicicletta non è poi così tanto favorita. Infatti non pochi sono i ciclisti amatori over 50 che hanno dovuto smettere per: dolori alla schiena, dolori alla cervicale, dolori al ginocchio. Molti sono coloro che smettono in seguito a traumi da caduta; infatti con l’età i riflessi sono rallentati e una caduta che in un giovane atleta ben allenato non causa conseguenze in un ciclista attempato, poco reattivo e in sovrappeso può avere conseguenze disastrose.

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Più sieropositivi inconsapevoli in Italia: l’importanza del preservativo

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È quanto emerge dalla fotografia scattata dal Centro operativo Aids (Coa) dell'Istituto superiore di sanità. Dall'inizio dell'epidemia nel 1982 a oggi sono stati segnalati nella Penisola oltre 67 mila casi di Aids, con circa 43 mila pazienti ormai deceduti.

Le modalità di trasmissione sono rappresentate nell'84% dei casi da rapporti sessuali senza preservativo, sia tra eterosessuali sia tra maschi che fanno sesso con maschi. E la maggior parte dei pazienti (9 su 10) è seguita presso i centri clinici di malattie infettive ed è sottoposta a terapia antiretrovirale. Quanto all’incidenza, il nostro Paese è al 12° posto nell'Unione europea. Le regioni che hanno mostrato valori più alti sono state il Lazio, la Lombardia e l'Emilia-Romagna. Il virus colpisce prevalentemente gli uomini, con il 79,6% dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l'incidenza delle nuove diagnosi nelle donne. L'età media per i primi è 39 anni, per le seconde 36 anni. Quanto alla fascia di età maggiormente colpita, è quella dei giovani di 25-29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100 mila residenti).

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