La fertilità del maschio negli anni

fertilità uomo nel tempoAttenzione uomini !!! Anche per voi conta l’età per fare i figli.
“Trovate il tempo per fare un bambino” aveva ammonito l'economista Sylvia Ann Hewlett.
Ingannate dall'idea che per la medicina tecnologica tutto sia possibile, e dall'aspetto fisico che le fa apparire sempre giovani, le donne sono state indotte a credere che rimandare la maternità non sia un problema. Ma l'orologio biologico scorre anche per i maschi.
Nelle società occidentali si diventa padri sempre più tardi.
Tuttavia,  la natura ha altre regole: uno studio pubblicato da Human Reproduction conferma che uomini sani cominciano a perdere fertilità a partire dai vent'anni. I ricercatori della School of Public Health dell'università di Berkeley hanno studiato i campioni di sperma di un centinaio di uomini tra i 20 e gli 80 anni. L'effetto più significativo dell'età non è tanto sulla quantità del seme, quanto sulla motilità degli spermatozoi, che diminuirebbe dello 0,7 per cento per ogni anno di età. Per un uomo di vent'anni la probabilità di avere difetti nella motilità degli spermatozoi è del 25 per cento, del 40 per cento a trent'anni, del 60 per cento a 40 e dell'85 per cento a 60. Con l'età, sempre in base allo stesso studio, diminuisce fortemente anche la motilità progressiva, la capacità degli spermatozoi di muoversi  verso la meta: già a 30 anni la probabilità che sia anormale è del 50 per cento.

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Sperma migliore da uomini più intelligenti?

Migliori spermatorzoi da uomini più intelligentiSembrerebbe di sì. Da una ricerca condotta negli Stati Uniti emerge che gli uomini più in forma ed intelligenti produrrebbero spermatozoi più sani e vitali e avrebbero maggiori possibilità di riprodursi. Questo quanto emerge da uno studio pubblicato nel 2009 Miller Geoffrey e pubblicato sulla rivista Commun Integr Biol. La qualità degli spermatozoi prodotti dall’uomo, pertanto, potrebbe infatti essere un buon indicatore delle sue capacità intellettuali. Questo potrebbe essere interpretato in chiave evolutiva: l’intelligenza di un uomo rappresenta alle donne il suo stato generale di salute e quindi le sue capacità riproduttive. I ricercatori dell’università del New Mexico hanno analizzato i campioni di sperma di diverse centinaia di uomini e confrontati con opportuni test hanno misurato il loro stato di salute fisica e la loro intelligenza.

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Utilizzo improprio del testosterone: fare molta attenzione

testosterone e sistema cardiovascolareUn recente  lavoro scientifico, apparso sul Journal of the American Medical Association e condotto su circa 8.700 uomini, sembra scatenare tutte una serie di paure ed ansie in chi utilizza questo ormone come terapia sostitutiva, ad esempio nei deficit legati all’andropausa. Infatti, questo studio di analisi retrospettiva, condotto da alcuni ricercatori del Southwestern Medical Center di Dallas, sembra mostrare un aumento del rischio di infarto, ictus e morte nei maschi che iniziano questa terapia con il testosterone dopo essersi sottoposti, per important problemi cardiovascolari, ad una angiografia delle coronarie.
La casistica presentata è imponente: quasi 9000 uomini con un’età media di 60 anni, importanti problemi cardiaci, come già detto, e un livello di testosterone nel sangue sotto i 300 nanogrammi per decilitro  (per avere un vero e proprio deficit di ormone, cioè un ipogonadismo, si deve scendere al disotto dei 230 nanogrammi per decilitro).

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Cialis da 5 mg 1 volta al giorno: terapia adeguata anche in caso di disfunzione erettile completa

Nuove evidenze scientifiche dimostrano un’ampia efficacia del farmaco Tadalafil da 5 mg (Cialis)  nel miglioramento della funzionalità erettile.
La disfunzione erettile completa, definita come persistente insuccesso a raggiungere una adeguata erezione per un soddisfacente rapporto sessuale, può rappresentare una sfida per gli inibitori della fosfodiesterasi 5. Infatti, pazienti con deficit erettile completo potrebbero scontrarsi con conseguenze che riducono l’efficacia di questi farmaci, generano ‘evitamento’ e stress nelle relazioni sessuali e inducono gli uomini a dichiarare che ‘la terapia non ha funzionato’. Questo genera un circolo vizioso per cui gli uomini con deficit erettile severo risultano ancora più resistenti a cercare un consulto medico. D’altro canto, da un punto di vista fisiopatologico, una prolungata riduzione della frequenza delle erezioni può ulteriormente peggiorare la severità del deficit erettile perché si ha una alterazione cronica della tensione di ossigeno a livello arterioso e cavernoso.

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