Prolasso vescicale ed incontinenza urinaria nella donna

apparato urinario femminile

L’urina è prodotta dai reni e raggiunge la vescica attraverso due “tubi” che si chiamano ureteri (uno per ciascun rene). L’urina si accumula in vescica da dove viene emessa all’esterno attraverso un altro tubo che sia chiama uretra. La “guarnizione” che permette il riempimento e lo svuotamento della vescica è un muscolo chiamato sfintere. La vescica con il suo sfintere funzionano correttamente se adeguatamente ancorati ai loro legamenti e muscoli.

L’incontinenza urinaria si definisce come una perdita involontaria di urina attraverso le vie naturali tale da determinare una limitazione della vita di relazione della paziente.

Nell’immaginario comune l’incontinenza urinaria rappresenta un fenomeno assai fastidioso ma molto spesso viene “accettato” come una situazione parafisiologica legata soprattutto con l’avanzare dell’età e come conseguenza di un altro fenomeno naturale che è il parto. Tuttavia, varie sono le forme di incontinenza con cause diverse e molto spesso rimediabili con un impatto sulla qualità di vita del paziente molto alto.

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Trapianto di pene: una nuova realtà

La chirurgia ricostruttiva e i suoi tanti miracoli, è proprio il caso di dirlo, ora che è andato a buon fine anche il trapianto di uno degli organi più delicati in assoluto, il pene. A qualcuno potrà scappare un sorrisino o una battuta, ma non c’è niente da scherzare su questo che, proprio come l’organo in questione, è un argomento decisamente delicato.

Il primo trapianto di pene al mondo è stato effettuato lo scorso dicembre in Sudafrica su un paziente di 21 anni che aveva perduto l’organo a causa di una circoncisione rituale finita male. Tre anni fa, al momento dell’insorgere delle complicazioni dopo la circoncisione, i medici erano riusciti a salvare solo un centimetro del pene originale.

Ora il ragazzo ha un pene nuovo e perfettamente funzionante, in ogni suo aspetto. A soli tre mesi dall’intervento, ha infatti riguadagnato la perfetta funzionalità dell’organo, sia dal punto di vista urologico che sessuale e i medici pensano che potrà recuperare nel giro di un paio di anni la sensibilità al 100%. A conferma della sua perfetta funzionalità la recente dichiarazione della compagna del paziente, incinta di qualche mese. L’uomo con il pene trapiantato dunque diventerà padre, sembra incredibile.

L’operazione, durata nove ore, è stata possibile grazie all’organo di un donatore deceduto. La tecnica usata dalla squadra di medici dell’università di Stellenbosch è molto simile a quella utilizzata per i trapianti facciali, la sfida in questi casi è quella di riuscire a unire tra di loro vasi sanguigni e nervi del diametro anche inferiore ai 2 mm.

Ora che l’equipe sudafricana ha dimostrato che un intervento di questo tipo è possibile e che è possibile restituire un organo funzionante al 100%, si apriranno sicuramente nuovi scenari per questo tipo di chirurgia andrologica. Altri pazienti sono già in lista per ricevere un pene nuovo ed entrare così nel primo studio pilota per perfezionare l’intervento.

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Alterazione delle sensazioni dopo la circoncisione?

Nel mondo la circoncisione viene eseguita per motivi e convinzioni diverse.
La circoncisione rituale o religiosa viene praticata generalmente nei bambini per motivi di carattere religioso (ebrei, musulmani, molte tribù africane).

La circoncisione preventiva è molto diffusa negli Stati Uniti da quando si è diffusa la notizia che nei pazienti circoncisi la possibilità di contrarre malattie a trasmissione sessuale è ridotta. A partire dagli anni 90 molti americani si sottopongono a questo trattamento soprattutto dopo l’avvento dell’AIDS.
In Italia e in Europa in generale la circoncisione è terapeutica quindi eseguita per trattare patologie del pene che con altri trattamenti non si hanno risultati significativi (fimosi, infiammazioni croniche del prepuzio – balanopostiti).

Gli uomini circoncisi e non circoncisi risultano sensibili nelle stesse porzioni del pene ed in risposta allo stesso tipo di stimoli. Secondo Jennifer Bossio della Queen’s University dell’Ontario, autrice di uno studio che ha preso in esame 62 uomini, ciò dimostra che la circoncisione neonatale non è associata a variazioni nella sensibilità del pene, e suggerisce che il prepuzio non ne sia la parte più sensibile.

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Prostatectomia radicale: ripresa della funzione sessuale

Nei pazienti affetti da carcinoma della prostata, l’intervento chirurgico di prostatectomia radicale rappresenta oggi l’opzione terapeutica che fornisce la più alta efficacia in termini di guarigione dalla malattia. Questo intervento è stato gravato in passato da elevate percentuali di incontinenza urinaria e di disfunzione erettile (impotenza). Nelle epoche attuali, quando la tecnica chirurgica viene eseguita a regola d’arte in presenza di una malattia ancora limitata alla prostata, queste sequele non dovrebbero più osservarsi.
Nei casi selezionati è possibile eseguire la cosidetta tecnica “nerve-sparing” o “anatomica” che permette di salvaguardare i nervi erettori del pene.

Il mantenimento dell’erezione dopo l’intervento chirurgico si basa su alcuni requisiti da valutare con attenzione prima della operazione:
1. Il paziente che prima dell’intervento chirurgico presenta erezioni del tutto normali, senza avere bisogno di farmaci come Cialis, Levitra, Spedra o Viagra è il candidato ideale al recupero rapido e completo della propria funzionalità erettile. Se al contrario un paziente presenta già una disfunzione erettile di vario grado prima dell’intervento chirurgico, è ovviamente inevitabile che questa rimarrà anche dopo l’operazione.
2. Una buona potenza sessuale preoperatoria si associa tipicamente ad una giovane età ed alla assenza di malattie come il diabete mellito ad esempio o stili di vita (fumo di sigaretta) che possono di per sè causare un peggioramento delle erezioni.

E’ stato suggerito l’uso dei farmaci vasodilatatori sopra riportati nelle settimane precedenti l’intervento chirurgico seguendo l’ipotesi che questi possano condizionare positivamente l’endotelio dei vasi sanguigni penieni. Questa ipotesi non è priva di fondamento ed è consigliabile a molti pazienti candidati ad intervento di prostatectomia radicale “nerve sparing” l’assunzione giornaliera di Cialis 5 mg 1-2 mesi prima dell’intervento chirurgico.

Per il ripristino completo delle erezioni, l’intervento chirurgico deve essere eseguito con tecnica "nerve-sparing” perfetta. Questo significa rispettare durante l’intervento un “gomitolo” di nervi che avvolgono completamente la prostata e che raggiungono i corpi cavernosi del pene dando inizio all’erezione. Il presupposto fondamentale è che si abbia di fronte una prostata con malattia tumorale ben localizzata all’interno della ghiandola e che permetta cioè una tecnica di rimozione molto aderente alla capsula prostatica. In altre parole se il paziente presenta un tumore prostatico chiaramente molto esteso e che sembra oltrepassare i confini della ghiandola (extracapsualre) sara’ difficile potere liberare il paziente dalla malattia mantenendo integri i nervi responsabili della erezione. Negli ultimi tempi ci è d’aiuto un esame radiologico: la RMN della prostata multiparametrica che consente, molto spesso, di localizzare la lesione tumorale all’interno della prostata e i suoi “confini” rispetto alla capsula e rispetto ai nervi erettori.

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