Testosterone e diabete mellito di tipo II

Il diabete mellito di tipo 2 (DM2) è una patologia di proporzioni epidemiche in costante aumento, associata ad un incremento del rischio cardiovascolare e sottesa da una condizione nota come insulino-resistenza. Insorge solitamente in età avanzata, presenta una certa familiarità e si tratta inizialmente con farmaci assunti  per via orale (ipoglicemizzanti orali) e non con insulina (tipica delle forme di diabete di tipo I ad insorgenza giovanile). L'ipogonadismo maschile è un'affezione caratterizzata da bassi livelli di testosterone, dovuta a cause testicolari (primitivo), centrali (secondario) o a entrambe (misto), che può associarsi a segni/sintomi sessuali, quali ridotta libido, disturbi dell'erezione, riduzione del volume dell'eiaculato e a subfertilità, ridotta forza muscolare, ridotta resistenza ossea, anemia, deflessione del tono dell'umore.
Negli ultimi anni la letteratura internazionale ha riportato sempre maggiori evidenze di una possibile associazione tra DM2 e ipogonadismo maschile, confermata da una recente metanalisi. Numerosi studi hanno riportato bassi livelli di testosterone nei soggetti con DM2, e in particolare un ipogonadismo ipogonadotropo frequentemente sintomatico. In accordo, ipogonadismo e disfunzione erettile sono oggi considerati complicanze frequenti del DM2, sebbene spesso sottostimate. D'altra parte, è stato riportato che nei soggetti ipogonadici si riscontra un'elevata prevalenza di DM2.

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Vaccino HPV

Vaccino per virus hpvDiversi  importanti studi scientifici confermerebbero l’efficacia del vaccino quadrivalente contro il papilloma virus umano (HPV) nella prevenzione ma anche nella riduzione dell’incidenza delle condilomatosi genitali tra le giovani donne vaccinate. Analizzando nei dettagli i dati si è visto che in Germania l’introduzione della vaccinazione quadrivalente per l’HPV, ha diminuito l’incidenza dei condilomi genitali nelle ragazze del 23%.
In Belgio, uno studio retrospettivo ha pure dimostrato come nelle donne vaccinate sempre con il vaccino quadrivalente, rispetto alle ragazze vaccinate con il bivalente (che non protegge contro le condilomatosi genitali), si sia verificata una significativa riduzione dell’incidenza appunto dei condilomi.

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Nuova indicazione per un noto farmaco per l'erezione

Farmaco erezione nuove indicazioniIl Cialis da 5 mg oltre ad essere indicato nella terapia giornaliera della disfunzione erettile, ha ottenuto in questi giorni anche l'approvazione definitiva per una nuova indicazione: trattamento dei segni e dei sintomi dell’iperplasia prostatica benigna (IPB) negli uomini adulti.
L'approvazione è giunta sulla base dei risultati di 4 studi clinici della durata di 12 settimane che hanno coinvolto oltre 1500 pazienti con segni e sintomi di iperplasia prostatica benigna. Il miglioramento in termini di international prostate symptom score (IPSS) con CIALIS 5 mg è stato pari a -4.8, -5.6, -6.1 e -6.3 rispetto a -2.2, -3.6, -3.8 e -4.2 con il placebo. I miglioramenti in termini di IPSS si sono verificati già ad 1 settimana. In uno degli studi che includeva anche un farmaco specifico per miglioRare i disturbi minzionali ostruttivi (la tamsulosina da 0,4 mg) come comparatore attivo, il miglioramento in termini di punteggio totale dell’IPSS con CIALIS 5 mg, tamsulosina e placebo è stato rispettivamente -6.3, -5.7 e -4.2.

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Alopecia e cancro alla prostata i calvi rischiano meno

Alopecia testosterone e prostataBuone notizie per i portatori di Alopecia Androgenetica. Pare che, sulla base di un serio studio del Dipartimento di Urologia della Università di Washington, pubblicato dal Cancer Epidemiology nel 2010, chi è calvo ha una minore probabilità di avere  il cancro della prostata quantificata nel 45%.  Tanto meno rischio quanto più precoce è la calvizie. I ricercatori suggeriscono che il fenomeno sia legato ai più alti  livelli di testosterone riscontrati nei calvi il che, per la proprietà transitiva, farebbe presagire che valori elevati ma fisiologici di testosterone siano protettivi nei confronti del cancro prostatico. Quanto affermato collima con una serie di studi che negli ultimi anni hanno sostanzialmente sdoganato l’uso delle terapie di sostituzione col testosterone nei soggetti che ne hanno carenza.

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